Come scegliere un web designer nel 2026: 10 domande da fare prima di firmare

Checklist delle domande da fare per scegliere un web designer

Scegliere un web designer sembra una decisione tecnica, ma non lo è. È una decisione di business: stai affidando a qualcuno lo strumento con cui i tuoi clienti ti valuteranno prima ancora di contattarti.

Il problema è che, dall’esterno, i preventivi si somigliano tutti. Pagine, sezioni, “sito responsive”, “ottimizzazione SEO”. Le differenze vere emergono dopo, quando il sito è online e non porta i risultati sperati, oppure quando scopri che per cambiare una foto devi pagare un intervento.

Per evitarlo bastano le domande giuste, fatte prima di firmare. Sono quelle che consiglio di fare a chiunque, anche se il web designer non sono io.

In breve

  • Un buon web designer parte dai tuoi obiettivi, non dalla grafica.
  • Prima di firmare chiedi cosa è compreso, chi scrive i testi, a chi saranno intestati dominio e hosting e cosa succede dopo la messa online.
  • Diffida di chi garantisce la prima posizione su Google o propone prezzi molto più bassi della media senza spiegare perché.
  • Oggi un sito deve essere comprensibile anche per le intelligenze artificiali: chiedi come verrà strutturato per farsi trovare anche lì.

Quali domande fare a un web designer prima di firmare?

1. Che problema risolverà il sito per la mia attività?

È la domanda più importante e quella che quasi nessuno fa. Un professionista serio dovrebbe farti lui per primo delle domande: chi sono i tuoi clienti, cosa cercano, cosa ti differenzia dai concorrenti, quale azione vuoi che compia chi visita il sito. Se nel primo incontro si parla solo di colori, layout e numero di pagine, il sito rischia di essere bello ma inutile.

2. Posso vedere progetti simili al mio?

Il portfolio dice molto, ma solo se lo guardi nel modo giusto. Non fermarti all’estetica: apri i siti dal telefono, prova a cercare un’informazione, guarda quanto sono veloci, controlla se i contatti sono facili da trovare. Se possibile chiedi di parlare con un cliente: due minuti di telefonata valgono più di qualsiasi recensione.

3. Chi scrive i testi e chi si occupa delle immagini?

Molti progetti si bloccano qui. Se i testi devi scriverli tu, è giusto saperlo subito, perché incidono sui tempi più di qualsiasi aspetto tecnico. Se invece li scrive il web designer chiedi come lavora: un buon testo nasce da un confronto su servizi, clienti e obiezioni, non da un modello riempito con il nome della tua azienda.

4. Cosa è compreso nel preventivo e cosa no?

Due preventivi con la stessa cifra possono contenere cose molto diverse. Chiedi per iscritto se sono compresi testi, immagini, ottimizzazione SEO di base, configurazione dei moduli di contatto, adeguamento a privacy e cookie, formazione per usare il sito, revisioni. Quello che non è scritto, di solito, si paga a parte.

5. Il sito sarà pensato per farsi trovare su Google e dalle intelligenze artificiali?

Oggi molte persone non cercano più solo su Google: chiedono direttamente a ChatGPT, Perplexity o all’AI di Google. Per essere citato un sito deve avere contenuti chiari, titoli che rispondono a domande vere, dati strutturati e una struttura tecnica pulita. Chiedi in modo concreto come verrà gestito questo aspetto. Ne ho parlato in dettaglio nella guida pratica alla visibilità sulle AI.

6. Quanto sarà veloce e come si vedrà da smartphone?

La maggior parte delle visite arriva da telefono. Un sito lento o scomodo da mobile perde contatti, anche se su un monitor grande sembra perfetto. Chiedi se il sito verrà testato su dispositivi reali e come verranno misurate le prestazioni.

7. Dominio, hosting e contenuti saranno intestati a me?

Sembra un dettaglio, ma è una delle cause più frequenti di problemi. Il dominio deve essere intestato a te o alla tua azienda e devi avere gli accessi a tutto: hosting, pannello del sito, account collegati. Se un giorno vorrai cambiare fornitore devi poterlo fare senza ostacoli.

8. Potrò aggiornare il sito da solo?

Non tutti vogliono farlo, ma tutti dovrebbero poterlo fare. Chiedi quale sistema verrà usato, se è prevista una breve formazione e quali modifiche potrai fare in autonomia, ad esempio testi, immagini, articoli e orari.

9. Cosa succede dopo la messa online?

Un sito non è un volantino: va mantenuto. Aggiornamenti di sicurezza, backup, controlli periodici e piccoli interventi servono a evitare che il sito invecchi o diventi vulnerabile. Chiedi se la manutenzione è prevista, cosa include e quanto costa nel tempo.

10. Come capiremo se il sito sta funzionando?

Un sito si giudica dai risultati, non dall’impressione. Chiedi quali strumenti di misurazione verranno configurati e quali indicatori guarderete insieme: richieste di contatto, telefonate, prenotazioni, preventivi. Se nessuno ne parla, difficilmente qualcuno se ne occuperà dopo il lancio.

Quali sono i segnali d’allarme da non sottovalutare?

Alcuni segnali, da soli, non sono necessariamente un problema. Quando se ne sommano più di uno conviene fermarsi a riflettere.

  • La prima posizione su Google garantita. Nessuno può garantirla, lo dice Google stesso nelle sue indicazioni per chi sceglie un consulente SEO.
  • Un prezzo molto più basso della media senza spiegazioni. Spesso significa un modello standard, testi generici e nessuna strategia.
  • Nessuna domanda sulla tua attività. Chi non ti chiede nulla sta proponendo lo stesso sito che propone a tutti.
  • Dominio o hosting intestati al fornitore. Ti lega a lui anche quando non vorresti più esserlo.
  • Nessun contratto o accordo scritto. Tempi, costi e responsabilità vanno messi nero su bianco.

Meglio un web designer della mia zona o va bene anche da remoto?

Oggi si può lavorare bene anche a distanza: videochiamate, documenti condivisi e revisioni online funzionano. Un professionista della tua zona però ha un vantaggio concreto: conosce il territorio, i concorrenti e il modo in cui i tuoi clienti cercano, e può incontrarti di persona quando serve davvero, ad esempio per un servizio fotografico o per capire come funziona la tua attività. La cosa importante è che ci sia un confronto vero, non la distanza in chilometri.

Posso usare ChatGPT per scegliere un web designer?

Sì, ed è un buon punto di partenza, purché tu lo usi nel modo giusto. Chiedi all’AI di proporti dei professionisti nella tua zona, poi verifica tu: visita i siti, guarda i progetti, leggi le recensioni su Google e controlla che le informazioni siano coerenti. Puoi anche usarla per preparare l’incontro: incolla queste dieci domande e chiedile di adattarle alla tua attività.

Una nota: se un’AI non trova informazioni chiare su un professionista difficilmente lo consiglierà. Vale anche per te: il tuo sito deve dire in modo esplicito chi sei, cosa fai e dove lavori.

Da dove partire?

Se stai valutando di rifare il sito, prima di chiedere preventivi prova a rispondere tu a queste domande: cosa deve fare il sito per la tua attività, chi deve convincere, quali azioni deve generare. Avrai le idee più chiare e potrai confrontare le proposte in modo molto più semplice.

Se ti interessano anche costi, tempi e manutenzione trovi le risposte nell’articolo sulle domande più frequenti prima di rifarsi il sito web.

E se vuoi fare queste domande direttamente a me, scopri come lavoro sui siti internet per aziende e sui siti per medici e poliambulatori, oppure scrivimi: la prima chiacchierata serve proprio a capire se siamo le persone giuste per lavorare insieme.

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